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News Jovanotti a Messner: “Plan de Corones è un luogo di tutti ed è bello per questo”

Non si placa la polemica sul concerto di Jovanotti a Plan de Corones. L’evento è in programma in estate, a 2.275 metri di altitudine.

Il “Jova Beach Party“, tour dell’estate 2019 del cantante Jovanotti nato in collaborazione con il WWF, ha in lista una sola tappa di montagna. E l’alpinista Reinhold Messner reclama al “silenzio in quota“.

Messner: “Non giudico Jovanotti come artista, non lo conosco bene, ma mi sembra insensato fare un concerto in cima alla nostra montagna d’estate. Semplicemente perché non è una cosa necessaria. Se fossi l’unico proprietario di Plan de Corones, non autorizzerei mai né tantomeno organizzerei un concerto di questo tipo. Sto provvedendo a comunicare il mio disappunto alle funivie del comprensorio Kronplatz

E oggi Lorenzo “Jovanotti” Cherubini ha risposto dal proprio profilo di Facebook all’uomo che per primo ha scalato le principali vette del mondo.

La risposta di Lorenzo:

Non discuto con Messner di montagna, non mi permetterei mai, ma sui concerti ho qualcosa da dire e il nostro progetto per l’estate è serio, accurato e soprattutto nuovo, realizzato con criteri ambientali che oggi non sono solo possibili ma anche importanti da mostrare al pubblico, soprattutto ad un pubblico come è il mio, sensibile ai temi chiave del presente .
Quando dico che stiamo tenendo insieme un evento rock con l’equilibrio ambientale non lo dico tanto per dire, si tratta di mettere in campo tutte le conoscenze in questo ambito ed è quello che stiamo facendo, per mostrare un modo nuovo di fare le cose, non quello solito che giustamente preoccupa Messner.
Il futuro non lo si afffonta negandoci le esperienze ma immaginandone di nuove con nuovi mezzi.

Il cantautore apre ad un incontro con l’alpinista: “Ce la faremo e spero di stringere la mano dell’uomo che ha scalato gli ottomila in arrampicata libera, consapevole che la grande impresa del nostro tempo sia quella di ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Il cammino è iniziato e reale, e le nostre feste saranno un nuovo campo base che a differenza di quello sull’Everest sarà lasciato meglio di come lo troveremo con la collaborazione di tutti quelli che vivranno una grande giornata insieme. Lorenzo“.

Chi è Reinhold Messner?

Inizialmente salito alla ribalta nel mondo dell’alpinismo per aver riportato in auge l’arrampicata libera in un periodo nel quale era preponderante la progressione artificiale, rendendosi protagonista nel 1968 del primo VIII grado in libera (seguendo la “linea logica”) al Pilastro di Mezzo del Sass dla Crusc, il suo nome, legato a innumerevoli arrampicate e esplorazioni, è per lo più noto al grande pubblico per essere stato il primo alpinista al mondo ad aver scalato tutte le quattordici cime del pianeta che superano gli 8000 metri sul livello del mare, spesso da versanti o in condizioni di eccezionale difficoltà (una di queste ha ispirato il film Nanga Parbat). Le sue innovazioni nell’arrampicata libera prima e nell’alpinismo di alta quota poi lo fanno figurare ai vertici dell’alpinismo internazionale a cavallo degli anni sessanta e settanta.

Considerato uno dei sostenitori del cosiddetto “stile alpino” nelle grandi montagne himalayane, per lo più oggetto allora di spedizioni con molti scalatori e grande dispendio di risorse (himalayismo), fondamentali a tal proposito furono due imprese: nel 1978 è il primo uomo a scalare l’Everest senza l’ausilio di ossigeno supplementare insieme a Peter Habeler, mentre nel 1980 raggiunge la medesima vetta in solitaria. È stato quindi un grande himalaista, capace di darsi sempre nuovi obiettivi e di comunicarli con grande efficacia anche ad un pubblico di non addetti ai lavori. Tra le altre imprese, le traversate dell’Antartide e della Groenlandia senza il supporto di mezzi a motore né cani da slitta e la traversata del Deserto del Gobi.

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